Presentazione

PIU Europa

In questo disegno, ad esempio, resta inscritta l'esperienza, complessa e ambiziosa, dei progetti integrati urbani PIU’ Europa, potendosi intendere che essi siano stati il primo modello sperimentale per il nuovo governo delle città.

Intervenendo sui contesti urbani caratterizzati da maggiore pressione demografica e disagio socio-economico ed abitativo, la Regione ha avviato, nell’ambito dell’obiettivo operativo “6.1 – Città medie” del PO FESR 2007-2013, il Programma Più Europa ( per \ 600 mln circa ), che prevede la realizzazione di interventi integrati di sviluppo urbano per migliorare le funzioni urbane superiori e assicurare condizioni di sviluppo sostenibile, sociale ed economico delle Città medie.
L’attivazione di dinamiche di intorno rispetto alle entità puntuali dei centri urbani oggetto dei PIU’ Europa, ha inteso  dare impulso ad un diagramma di onde riqualificatorie grazie al quale attivare un tessuto di risonanze tra città e città appartenenti al medesimo impalcato areale (i campi territoriali complessi, gli ambienti insediativi, le aree di trasformabilità).
Infatti, al programma delle 19 Città del PIU' Europa con più di 50.000 abitanti si affiancano le ulteriori risorse che attivano interventi di riqualificazione urbana rivolti ad altre 21 Città campane di medie dimensioni (30.000 ab.), con lo scopo di estendere il processo di rigenerazione territoriale ad altre maglie della rete territoriale, secondo la visione unitaria del territorio e delle sue nuove prospettive dettata dal Piano Territoriale Regionale .
Nell’individuazione delle città-progetto, il percorso di analisi ha tenuto conto di tre criteri applicati in forma sequenziale: la dimensione demografica, il livello di disagio abitativo e quello di disagio socio-economico.
 Il Più Europa ha così riguardato 19 Città medie della regione (Acerra, Afragola, Avellino, Aversa, Battipaglia, Benevento, Casalnuovo, Caserta, Casoria, Castellamare di Stabia, Cava de’ Tirreni, Ercolano, Giugliano in Campania, Marano di Napoli, Portici, Pozzuoli, Salerno, Scafati e Torre del Greco) che sono state investite da un’ampia responsabilizzazione, attraverso un processo di delega di compiti e funzioni.
Dalla messa a sistema degli obiettivi strategici del Programma e delle funzioni  territoriali individuate derivano anche delle vere e proprie “missioni” assegnate a ogni Città: a Cava de’ Tirreni è riconosciuto il ruolo di cerniera verso l’area sorrentino-amalfitana; a Battipaglia, quello di porta verso l’area meridionale della regione, e quindi di ricucitura in direzione del polo agroalimentare e l’area turistica cilentana; a Giugliano in Campania, quello di crocevia per il rafforzamento degli assi delle piane settentrionali ed orientali della provincia napoletana, con il potenziamento delle centralità e con interventi di riqualificazione ambientale e di salvaguardia delle aree inedificate intercluse nel continuum urbanizzato dell’area settentrionale. In questo senso, ogni Città del Programma rappresenta un tassello fondamentale della strategia regionale. Il Programma, partito nel 2008 è oggi pienamente operativo, con tutte le 19 Città delegate pienamente dell’attuazione del programma (ormai in fase realizzativa avanzata) e di un portafoglio di progetti definitivi/esecutivi, che è da considerarsi un dato rilevante anche per l’incremento delle risorse finanziarie poste in campo ( \ 229 mln circa, in aggiunta ai 600 mln di fondi comunitari).
Non da ultimo, va rilevato che l’esperienza ha già determinato significativi esiti nella crescita delle metodologie di attuazione e governance di procedure complesse da parte delle città, fino a permearne i meccanismi ordinari di funzionamento.

Documenti PiuEuropa
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Linee Guida Programmi Integrati Urbani
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